Un elfo alto, Leone di Chrace, nelle prigioni di Manfred, a Mousillon.
Catturato da dei Bretonniani al largo del Lyonesse.
L'ultima cosa che si aspettava di trovare lì dentro.
Tinuviel era molto stanca, ma voleva capirci qualcosa di più di quell'elfo, così ferito e malconcio, ma anche così ben strutturato e forte.
Un leone ferito, ecco cosa sembrava.
Il gruppo stava mangiando e bevendo per riprendere le forze, e prima di dormire voleva avviare una conversazione. L'elfo le era di fianco, intento come tutti a rifocillarsi.
"Lifaenir, ora che siamo un po' più al sicuro, vorrei capirci qualcosa in più su di te. Come sei finito là dentro? Un elfo alto, Leone di Chrace, nelle prigioni di Manfred, a Mousillon. Catturato da dei Bretonniani al largo del Lyonesse"
Il tono dell'elfa era chiaramente quello di un ragionamento a voce alta, ma contenne il volume, voleva mettere Lifaenir il più possibile a suo agio.
"Avevi con te una pergamena, e ti è stata tolta. Che messaggio portava, da parte di chi è per chi, se posso chiedere?
Ti hanno tolto le scarpe ma ti hanno lasciato la tua arma, che tra l'altro mi fa molto strano vedere un elfo con l'ascia, e ti hanno torturato. Cosa volevano?
Sono confusa, e molto stanca. Ti prego di perdonare la mia irruenza ma davvero non ci sto capendo nulla"
Finí la frase e appoggiò il calice che aveva in mano, pronta ad ascoltare con attenzione la risposta del loro nuovo compagno.
L'aria è cupa. Una delle "arie" più cupe che Tinuviel abbia mai respirato da quando è con questa compagnia, da quando il suo viaggio si è intersecato con questi nuovi compagni, a molte miglia da qui. E forse, chi lo avrebbe mai detto che si sarebbe trovata lì a Mousillon, la città dei Dannati, a mangiare una cena appena passabile e riscaladata dal giorno prima?
RispondiEliminaLifaenir è seduto lì a poca distanza da lei, intento a mangiare quasi voracemente quella cena che, finalmente, può andare a saziarlo davvero dopo giorni e giorni di digiuno intermittente. Si presenta come un individuo alto, anche oltre la media della gente di Ulthuan, fisico massiccio e corpulento, un inequivocabile guerriero che unisce l'eleganza elfica ad una capacità fisica non indifferente. Fiaccato dalle privazioni e dalla corruzione del luogo, mostra ancora un po' della sua grazia, anche se il volto si presenta comunque stanco e gli occhi sono incavati, spenti. Uno dei due, quello ferito dal colpo che gli ha tolto la vista, ha ancora qualche venatura dell'azzurro vivido che precedentemente lo animava. I lunghi capelli di un biondo talmente chiaro da essere quasi bianco sono raccolti in una coda fatta alla bell'emmeglio, onde non averli dinnanzi a sé.
Alle parole dell'Elfa, Lifaenir alza il volto, inquadrando Tinuviel per alcuni istanti.
"Dici il giusto...sono finito là dentro proprio perché mi sono fidato..." si morde appena un labbro "...fidato che gli uomini di Lyonesse volessero solamente scambiare informazioni, o merci. E invece..." sospira.
"Non posso rivelarti dove mi stavo dirigendo..." accenna "...ti prego di perdonarmi, ma non mi è concesso dare informazioni in merito. Tuttavia..." e qui sembra sorridere amaramente "...posso dirti che i miei ordini venivano dal Re Fenice stesso, Finubar. Egli si sta occupando della guerra contro gli Elfi Oscuri ma...anche di altre cose. E dunque io ero uno dei suoi agenti per queste...altre cose, appunto".
Mangia qualche boccone, lasciando che passi qualche secondo, senza dire nulla.
"In realtà mi hanno preso tutto ma...penso che i miei stivali siano stati utilizzati da qualcuno, mentre un'ascia del genere penso che non sia un arma così facile per nessuno".
Detto ciò, indica appena Tinuviel con il proprio cucchiaio. "Tu...chi sei? Cosa fai con...beh, loro? E perché siete qua?".
Tinuviel cerca di nascondere il profondo sospiro di stanchezza che le esce - quasi involontariamente - dalla bocca. Proprio non ha voglia di mettersi lì a raccontare tutta la storia degli ultimi mesi, non così stanca, non così desiderosa di ascoltare più che di parlare.
RispondiEliminaMa sa per esperienza che la fiducia va conquistata, e facendo lei il primo passo magari l'elfo di Ulthuan le rivelerà qualcosa che potrebbe tornarle utile. Soprattutto questa storia degli Elfi Oscuri, d'altronde non ha mai dimenticato le parole di sua sorella riguardo a quella spia elfica che era nel Marienburg.
Prende un sorso d'acqua e inizia a raccontare.
"Sai, la storia di cui chiedi è molto lunga, ti farò un riassunto e magari ne parleremo meglio quando saremo riposati nei prossimi giorni, ma è giusto che te la racconti. Spero che conoscere meglio chi siamo ti possa portare a condividere le tue conoscenze con noi, perché noi è un po' che giriamo qua per il Vecchio Mondo e di informazioni ne abbiamo raccolte.
Questa strana banda l'ho conosciuta nel Drakwald, una foresta molto corrotta e piena di creature del Caos, un po' più a Nord rispetto a dove siamo noi. Ero lì con il mio piccolo gruppo per aiutare dei nostri avamposti a far fronte a queste creature quando la loro forza ha colto di sorpresa anche noi. Siamo dovuti scappare..." l'emozione, forse per la grande stanchezza, stava riaffiorando nel suo racconto "... ma i miei elfi, sotto il mio comando, sono rimasti fino all'ultimo, morendo da eroi. Il loro sacrificio ha fatto in modo che portassi in salvo un'importante cimelio per combattere il Caos." Gli occhi erano lucidi, e Tinuviel si fermó un attimo a respirare. Riprese, ora più calma.
"Che poi in realtà questa storia non è ciò che mi hai chiesto, quindi torniamo a noi! Una volta messo in salvo questo cimelio, il Lornalim, avevo bisogno di gente che mi aiutasse a ripulire gli avamposto elfici rimasti, e c'erano loro. In cambio, li avrei aiutati a recuperare un importante oggetto che cercavano loro. Ma la verità è che io ora non avevo più un esercito, e una volta trovato questo oggetto ho continuato a viaggiare con loro. Non per solitudine, credo per senso di vendetta verso il Caos, o solo perché tornare in mezzo alle famiglie della gente che era morta sotto il mio comando mi sembrava un peso troppo grosso da gestire. Ma, ancora una volta, sto divagando." La stanchezza le riportava la mente sempre lì, ma doveva concentrarsi e continuare il racconto.
"Così abbiamo girato tanti posti, e scoperto tante cose. Non solo abbiamo scoperto sulla nostra pelle che ciò che stiamo combattendo sono dei vampiri, ma c'è dell'altro.
Li abbiamo combattuti, e siamo stati anche nel Marienburg. È lì che abbiamo conosciuto Lamatiave. Ricordo anche navi elfiche che pochi giorni prima erano andate via. C'erano alcune guardie del mare che invece erano rimaste in città prima che i vampiri cercassero di fare saltare il banco. E per poco non ci riuscivano. Questo posto rischia di fare la stessa fine...
Abbiamo avuto informazioni di una spia vista al servizio dei vampiri, un elfo. Era nel Marienburg, nei palazzi altolocati. Dalla descrizione probabilmente un elfo oscuro, e qui mi ricollego a quello che mi hai detto tu.
Ti chiedo di raccontarmi tutto quello che puoi su questa guerra, i posti in cui si combatte, il vostro ruolo. E a quanto pare da quello che ci hai raccontato stamattina sono coinvolti anche i Norscanni. Mentre che il Lyonesse fosse coinvolto con tutta questa storia lo sapevamo già, cosa di cui purtroppo tu non eri a conoscenza.
Spero di averti spiegato un po' la nostra situazione... Stiamo affrontando qualcosa di molto potente e questo mi preoccupa non poco. Che ne pensi di questa storia?
Ti prego, se vedi collegamenti con le tue informazioni, condividiamole. Il prezzo in gioco è molto alto."
L'elfa si lasciò andare a un profondo respiro, poi finì il suo bicchiere d'acqua e si mise in attesa delle risposte di Lifaenir.
Lifaenir allunga appena una mano ad afferrare una coppa d’acqua, che vuota rapidamente, quasi avidamente. Si intravvede in lui la stanchezza e spossatezza profonda che ancora lo attanagliano, date le privazioni provate in cella. Le sue residue forze sono tutte convogliate nell’attenzione per Tinuviel, che osserva di tanto in tanto, ma senza pressarla.
Elimina“Conosco bene il Drakwald. Ci sono passato alcune volte, nei miei viaggi…” accenna “...e conosco, anche se parzialmente, ciò che è avvenuto là dentro. Non sapevo che però foste coinvolti voi…” e si guarda attorno nuovamente, posando le iridi su Farin, poi su Amlac, poi su Gwen. Alla fine, su Padre Uther, che nel mentre si sta preparando a raggiungere Bartholomaus nell’atrio della locanda.
“Mi...dispiace per le tue perdite. E’ un’epoca nella quale non sono per nulla rare, ma questo non toglie una goccia dal dolore che si prova” e qui distacca lo sguardo, portandolo lontano, sulla finestra che lascia trasparire poca luce grigia. In realtà, è probabile che il pensiero di Lifaenir sia molto più lontano. Verso qualcuno, o qualcosa.
Quando torna a guardare Tinuviel, torna a commentarne il racconto “Avete viaggiato in luoghi molto differenti e...per certi versi simili a dove sono stato io”. Giocherella con un cucchiaio, il piatto ormai vuoto dinnanzi a sé. “All’epoca del Drakwald...ero anche io nei paraggi. Stavo seguendo i movimenti di alcuni Elfi Oscuri, per capire cosa stessero tramando” accenna “...e scoprii che erano riusciti a risvegliare un idra all’interno di un castello…” quasi ride, di quella follia.
“Ma dopo il Drakwald io non sono andato nel Marienburg, bensì nel Nord, oltre il mare. Avevo intercettato un messaggio e le mie piste portavano lì” spiega, semplicemente. “Sono passato dal Laurelorn, parlando con gli Elfi che ivi vivono...e poi, da Dietershafen (//porto del Nordland) ho preso una nave e sono andato dai Norscanni. O meglio, mi sono intrufolato tra di loro, per capire cosa stessero combinando...e perché c’entrassero gli Elfi Oscuri. E lì ho scoperto che vi erano anche altre forze in gioco, forze che stanno muovendo delle pedine per creare disordine ed approfittarne…” sembra quasi disgustato, all’idea.
“Ci sono forze in moto che sono molto potenti...ma non sono alleate. O meglio, lo sono per purissima convenienza, pronte a pugnalarsi alle spalle non appena sarà il caso di farlo. I Norscanni prendono ordini solo dagli Dei del Caos...penso approfitteranno della situazione per invadere il nord della Bretonnia, ma non per fare un favore a Mannfred, a quello neanche ci pensano” afferma. Si umetta appena le labbra, per poi alzarsi e andare a riempire un altra ciotola d’acqua, la gola secca e la voce fioca per la stanchezza. “Quanto agli Elfi Oscuri, non sono così certo che essi siano alleati dei Vampiri, anzi...mi stupirebbe molto questa cosa” dice, assottigliando appena gli occhi. “Gli Elfi Oscuri combattono una guerra aperta contro di noi. Nel Nord, nel mare...ad Ulthuan, ma anche verso casa loro” e qui assume una espressione quasi ferale, guerresca “...e penso che stiano cercando di tirare in mezzo altri, dal continente”
Tinuviel ascolta con estrema attenzione, con gli occhi che si posano frequentemente sul volto dell'elfo per andare a cercare un fremito nei muscoli, una smorfia nella bocca, un luccichio negli occhi.
RispondiEliminaPoi Lifaenir finì il suo racconto, e l'elfa raccolse i pensieri che le si erano creati nella testa. Era ancora più confusa sul ruolo di quella spia nel Marienburg, e questo la disturbava non poco, perché sperava di aver trovato qualcuno che potesse aiutarla.
Si fidava del racconto di quell'elfo, sia perché le due storie avevano diversi particolari in comune, sia perché percepiva di aver trovato qualcuno come loro, disposto a molti rischi per un bene superiore.
"Abbiamo condiviso molte più cose di quanto non avrei mai pensato. A partire dalle nostre perdite, percepisco nei tuoi occhi che non sono l'unica a condividere questo peso, e ne sono molto dispiaciuta. E anche per quella storia che riguarda l'idra, beh, in questa stanza ci sono le prove! Non hai ancora visto l'armatura del nano, ma posso dirti che quell'idra lo hanno sconfitto i miei compagni di viaggio, poco prima che io mi unissi a loro.
Ma ora parliamo delle cose che ci attendono e che mi preoccupano non poco. Hai detto che i Norscanni si preparano ad invadere Bretonnia da Nord, evitando il Lyonesse e questa feccia di posto dove siamo ora. Loro vogliono nuovo territori e compiere razzie, mentre Manfred vuole destabilizzare la Bretonnia. Dalle tue indagini hai idea di quali possano essere le tempistiche? E hai qualche informazione sulla quantità di barche e Norscanni che potranno condurre l'attacco? Bretonnia è al corrente di tutto questo, sono preparati?
Scusa le tante domande, ma non è un dettaglio da poco. E inoltre, se le tempistiche previste sono brevi, ho paura che questo ritarderà ancora ulteriormente l'aiuto che il nostro gruppo deve indiscutibilmente portare a casa mia, Athel Loren, ed è un grosso problema. Non so se ti sono giunte voci, ma Cyanathair è tornato ed anche in una maniera particolarmente distruttiva, credo a causa di tutte queste movimentazioni del Caos che sono in atto..."
Tinuviel si interruppe un momento, la mente che torna alla distruzione portata da Cyanathair nella sua foresta, all'ultima volta che ha sentito il canto di un usignolo, al peso che ogni nuova alba le porta nel cuore e che, sente, reggerà ancora per poco.
Sì sfiora la collana, il suo usignolo in legno è ancora lì, ma mai come in quel momento, sarà il posto in cui si trova, si era sentita così lontana. Sono mesi che non respira quell'odore di sottobosco e muschio che è così diverso da quello degli altri boschi, mesi che non ha notizie di casa sua. Ripensa all'ultimo incontro con sua nonna e suo fratello, all'ultima volta che ha visto Carnil...
E se fosse successo qualcosa di brutto a qualcuno di loro?
"... scusa, mi ero persa in pensieri che non dovrei fare". Riprese a parlare, per non continuare a cercare una risposta che sapeva di non avere. "E poi, oltre ai Norscanni, non capisco bene la situazione anche con gli Elfi Oscuri. Dici che difficilmente farebbero un'alleanza con i vampiri, cosa te lo fa pensare? Perché altrimenti la presenza di una loro spia nel Marienburg, in un palazzo di un alleato dei vampiri, che significato può avere?
Inoltre, pensi che vogliano tirare in mezzo anche altre forze nella guerra contro di voi, cosa te lo fa pensare, e quali forze?
E non ho ancora capito cosa ha scatenato questa guerra...
Ti chiedo scusa se ti chiedo così tante cose, ma credo proprio che siamo molto più collegati di quanto non sembrasse prima di questa conversazione e sono sicura che unendo le nostre conoscenze possiamo fare importanti passi avanti."
Lifaenir si versa nuovamente da bere, ciotola di terracotta senza orpelli né decorazioni che viene riempita, stavolta con più calma e meno voracità, come di chi si stia pian piano ristorando e ora riesca ad assaporare ciò che fa, non voglia solamente trangugiarlo per vivere.
EliminaInspira profondamente, mano sinistra che va all’occhio ormai vitreo e cieco, come a toccarlo brevemente sulla palpebra. Un segno recente e doloroso, a quanto pare.
Sembra tuttavia risollevarsi quando Tinuviel gli narra la storia dell’idra e di come invero sia stata uccisa proprio dai suoi nuovi compagni. “Un problema in meno, anche se non mio…” mormora “...ma non è proprio dei Druchii (//altro nome degli Elfi Oscuri) preoccuparsi delle loro azioni e di ciò che comportano…” affila un sorrisetto sghembo, sprezzante. “Il loro interesse era solamente per le ricchezze e gli oggetti magici che deteneva un certo...Stern...hauer, forse?” sbatte appena le palpebre “...qualcuno del genere. Penso fosse un Barone imperiale. Ad ogni modo ho continuato a seguirli, anche se questo gruppo di Assassini che stavo seguendo si è diviso e ricongiunto più volte e dunque non so esattamente tutto il percorso”.
Beve un lungo sorso di acqua, riprendendo fiato e ascoltando Tinuviel con attenzione, rigirandosi poi la ciotola ormai vuota tra le mani.
“A quanto ne so io sono l’unico a sapere di questa mossa dei Vampiri verso i Norscanni, di questo invito al banchetto di Bretonnia come ospiti indesiderati…” sospira “...e peraltro lo so solamente perché ero lì a seguire gli Elfi Oscuri. Possiamo dire che è stata una scoperta causale”. Fa un altra piccola pausa, come a riordinare i pensieri. “Gli Elfi Oscuri fanno affari con i Norsca, considera che ne usano i porti e hanno delle basi presso di loro...ma non sono amici. Nello stesso modo, non sono alleati nemmeno Elfi Oscuri e Vampiri. E’ impossibile. Diciamo che semplicemente fanno affari in questo momento perché i loro interessi coincidono, probabilmente...probabilmente” alza appena una mano. “Ho solo delle congetture, so troppo poco. Anzi, vorrei sapere molto di più da voi…” la indica.
“Cyanathair…” mormora “...un nome antico. Mi dice qualcosa, ma non so cosa. Puoi raccontarmelo?” chiede.
Tinuviel nota come Lifaenir cerchi costantemente il contatto con quello che fino a poco prima era stato il suo occhio.
RispondiElimina"Non ti ho ancora chiesto dell'occhio che hai perso, vedo che ti causa una grande sofferenza e posso solo immaginare cosa stai passando, è stato dentro alle segrete di Manfred che lo hai perso?
Per quel che riguarda Sternhauer invece... Non mi è nuovo come nome. Anche se va detto che in questi posti i nomi si assomigliano tutti... Chiederemo ai nostri compagni non appena si saranno rimessi in forze.
Così come dirò a lei (e con il mento indica Gwen persa nei suoi pensieri) di quello che sta per accadere alla sua terra. Non è il momento adatto, ne sono consapevole, ma prima si viene a sapere meglio è. Per te sarebbe un problema mettere il gruppo al corrente di quello che sta per accadere?
Per il discorso della alleanze, invece, non ho capito una cosa. I Norsca guadagnano la possibilità di invadere Bretonnia e ottenere nuove ricchezze e territori, i Vampiri ci guadagnano che si crea Caos e si distoglie l'attenzione dalle loro faccende... Ma i Druchii che guadagnano avrebbero?
Vorrei davvero capirci a fondo in questa cosa, secondo me hanno un ruolo importante in questa grande e intricata faccenda.
Parlando di Cyanathair il Corruttore invece beh... È un'incarnazione del Caos che infesta ciclicamente la nostra foresta, Athel Loren... Lo sconfiggiamo, con estrema fatica, e ogni volta lui ritorna, dopo qualche tempo. Questa volta potremmo aver trovato un modo per eliminarlo, forse anche definitivamente, non so. Ma è tornato in una maniera particolarmente violenta, e sta causando molti danni, agli ultimi aggiornamenti che ho, ma ormai sono aggiornamenti vecchi di troppe settimane."
Tnuviel gioca con il bicchiere, immersa in grossi pensieri.
"Penso proprio che sia giunto per me il momento di andare in aiuto alla mia terra, che il gruppo mi segua o no. Ti ringrazio perché parlarne con te mi sta aiutando a tornare a focalizzare le giuste priorità, che stavo seppellendo sotto altri problemi. Non che non sia giusto quello che abbiamo fatto fin'ora, ma credo sia arrivato il momento di aiutare anche il mio popolo."