Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire? Ci avresti lasciati morire?
CI HAI LASCIATI
Amlac è seduto su uno scomodo masso, con le gambe incrociate. Ha abbassato il capuccio, cercando di ammirare le prime luci dell'alba sorgere dietro l'orizzonte. Non sa cosa pensare, non sa come reagire. É in meditazione per cercare di togliersi quei momenti dalla testa. Chiude gli occhi immerso nei suoi pensieri. Quando rilassa le palpebre, espira tutta l'aria e lascia cadere una lacrima che si fa strada sulle escoriazioni del suo viso.
Apre debolmente gli occhi gonfi per riprendere fiato. Osserva l'Aethyr che vortica attorno a queste terre abbandonate dagli déi, e con un preciso gesto della mano raccoglie l'Hysh a formare un anello di luce vorticante che solo lui, Tinuviel ed il prete possono vedere. Il vento è sporco, agitato e confuso, come il suo animo turbato.
Lei li avrebbe lasciati, tutti, a morire come cani in quel castello. Nulla che egli non potesse aspettarsi, a Bretonnia alcune vite valgono più di altre. Forse... non se lo aspettava da lei.
Ricorda la prima volta che si prese cura di lei, scoprendo il suo segreto fra delle fasce inusualmente strette. Sapeva che avrebbe distrutto la sua reputazione, scelse di tenerselo per sè. Scelse di insegnarle a leggere, a scrivere. Scelse di scrivere per lei, i suoi pensieri, per un uomo dannato ai piedi della catena che separa Bretonnia dai Principati, senza più un figlio e con una moglie folle.
Ricorda la sua gratitudine quando finalmente le ferite di Teutgardo furono drenate dai miasmi di Arcaon.
Ricorda il furore nei suoi occhi quando parlava di suo cugino.
Ricorda Perceval, ci avrebbe lasciato morire se ci fosse stato lui fra noi? Come noi, forse anche lui è solo uno strumento, ma il suo accento è quello giusto.
Ricorda il letto di ospedale nel quale si svegliò sapendo di sacrificare la sua vita solo per far guadagnare un po' di tempo, a lei e a Farin, mentre ella volteggiava sul suo glorioso grifone. Era sul letto mentre il concilio cittadino sceglieva come dividere le ricompense dei nostri gesti.
Ricorda la gioia che provò quando scesero dai Monti Grigi, di ritorno da Marienburg.
Ricorda lo sgomento davanti al Re, che impassibile prende coscienza del suo segreto.
Ricorda l'ira, viscerale e travolgente, provata nella caverna di Baahti.
Ricorda l'odio nei confronti della Dama, di Morgana, di Ariel, e di tutte queste entità che scrivono il loro destino, ancora prima che una vita possa nascere, manipolatrici e insidiose.
Ricorda la pazzia di sua madre, l'egoismo, il rancore. Tutte quelle emozioni, lui le provava tanto quanto lei.
Ricorda quella spada, a lui esposta, per poter investire Gwydion di un titolo di cui egli nemmeno conosceva il significato.
Ricorda ogni momento passato nella costruzione del futuro. Sperava, sperava sinceramente che fosse il loro futuro. Ma per i pezzenti come lui non può esistere un futuro più roseo del presente. Questa città ne è la prova.
Tutti si ricorderanno della Cavalieressa della Dama, salvatrice delle terre del sole e del vino. Il nano riporterà ai fasti di un tempo il suo perduto clan. Il sigmarita tornerà vittorioso nelle terre dell'Impero affianco alla più alta carica del suo culto. E l'elfa, l'acuto braccio della regina dei silvani, verrà accolta come un usignolo portatore di pace. Cosa spetterà a lui?
Nessuno accoglierà lui. Nessuno se ne ricorderà, nessuno lo elogerà. Nessuno era ai cancelli di Altdorf quando se ne andò, e in fondo in fondo, sa che neppure suo padre stette troppo in pensiero quando partì da Nupstedt. Con questo viaggio non si arricchirà, non costruirà una nuova nazione, non darà vita ad una dinastia. E chissà se quella Dea per la quale si mise in viaggio, muta come una colomba, si degnerà mai di mostrargli la strada.
Attanagliato da questi sentimenti, porta la mente alle rasserenanti nanie che cantava sua madre nelle notti a sua sorella Veskana quando il buio le faceva paura, cantiche di una fedele di Myrmidia.
Hai mai acceso una candela solo per guardarla illuminare?
La fiamma danza, ma fuori dal suo raggio, la tenebra tutto circonda.
Quando sarà difficile resistere guarda dentro te, e vedrai le tue virtù combattere con il loro opposto.
Del chiaroscuro delle tue emozioni sarai unico giudice.
in eterno
vale la pena lottare.
per restare nella Luce."
Respira, respira, respira. Esclude ogni pensiero, così che i suoi ricordi possano divenire più vividi. Desidera liberarsi di quei ricordi, così che le azioni di lei non possano più causargli dolore.
Si focalizza su quella volta in cui ella gli confessò "Tu, sei un uomo giusto". Per una volta, si sentì riconosciuto. Vuole allontanarsi da quel momento. E quando sta per liberarsene, sente le parole di sua madre. Sarà lui giudice delle sue emozioni.
Così sceglie di focalizzarsi su un altro ricordo, la spinta che lei gli diede facendolo cascare sul pavimento, mentre cercava di fuggire dal castello. Quella fu la goccia di troppo.
Sussura delle parole in elfico arcano, "Bran Wa Shin" le stesse che usava per rimuovere le sue deformazioni. Dalla sua bocca esce un flebile fiotto oscuro, come se gli otto venti del Dhar, litigiosi ed irrequieti stessero lasciando la sua gola. L'oscurità passa attraverso all'anello di luce che aveva precedentemente incanalato.
L'anello si chiude recidendo il fiotto oscuro, permettendo ai singoli venti di disperdersi e smettere di lottare fra loro. Amlac lancia un urlo liberatore e ripende il fiato come se fosse appena tornato a galla dopo essere stato in apnea.
Silenzioso, si porta da Gwen e le chiede due minuti per parlare.
<< Non sono nessuno per darti il perdono, conosco la stupidità a cui porta la paura. Il peso delle responsabilità, quello non lo conosco. Tu sei nata con il mondo sulle tue spalle. Così come tutti loro. Io non ho nulla. Non devo nulla a nessuno. Tutto ciò che avevo quando sono nato era una faccia immonda ed i pirati Norscanni che provavano a violentare la mia terra.
Ora però ho voi. Ho il tuo spirito, l'acume di Tinuviel, la perseveranza di Uther, la saggezza di Farin. Ognuno di voi è un pezzo della narrazione, tranne me. Nessuno si ricorderà di me, non ho un lascito, un'eredità, e se lo avessi non ci sarebbe comunque nessuno pronto ad accoglierlo.
Se non posso essere il protagonista di questa storia, dammi almeno la possibilità di vivere questa vita sapendo che non è stata vana.
Sono certo che dopo quello che è successo, Tinuviel e Farin vorranno delle spiegazioni, quindi ti prego. Metti da parte il tuo ego smisurato e cerchiamo di rimanere uniti. Su di me potrai sempre contare, ma lo sai bene che non esiste alcun futuro per il tuo re senza di loro. >>
Commenti
Posta un commento