Combattimento con Manfred.
Scendiamo nelle segrete.
Troviamo un carceriere che ci menziona un'altra stanza con un elfo che è incatenato ed è stato torturato. Usando la chiave delle prigioni rinvenuta su Leopold quando è morto, riusciamo ad aprire la porta. Curiamo l'elfo che rinviene.
Scopriamo:
- L'elfo è un elfo alto di nome Lifaenir, cieco da un occhio, che aveva con sè un'armatura di pelle di leone bianca, un'ascia a due mani magica, e doveva avere una pergamena che però sembra mancare. Egli è stato preso a largo del Lyonesse, da dei Bretonniani. Si stupisce quando gli diciamo di conoscere Lamatiaave.
- C'è un pozzo di smaltimento cadaveri che porta verso le fogne del cannibale.
- Troviamo altri due superstiti pezzotti Mousillonani che curiamo per salvarli.
- Troviamo un cavaliere Breotnniano, anch'egli prigioniero.
Iniziano ad arrivare degli scheletri evocati da Manfred. Farin e Gwen li bloccano sulle scale. Analizziamo la situazione ed il pozzo è zeppo di spuntoni per maciullare chi viene buttato. Manfred ci sta raggiungendo. Scendiamo nel pozzo e alcuni si fanno male. Iniziamo a camminare nei cunicoli strapieni di acqua fognaria e sentiamo una forte scossa, come un piccolo terrremoto. Arriviamo all'uscita del condotto fogniario.
Vediamo il drago prendere il volo e andare verso sud.
Attendendo la luce dell'alba, parliamo con Lifaenir. Egli stava spiando diversi capitani Norscanni, ed è venuto fuoroi che avevano un affare con Manfred: loro erano legittimate ad invadare Languille e Curonne ma non del Lyonesse.
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