Riassunto Sessione 80 11/05/2025

Conta degli avanzamenti: 62 + 4 + MVP (Si avanza alla fine della sessione corrente)

Stiamo per iniziare la festa della birra, scendiamo per una strana scala a chiocciola ed entriamo nella sala ricevimenti della Karak. É illuminata a giorno grazie a tanti specchi. La festa è dedicata a Valaya, dea nanica della benevolenza e della famiglia. Il colore principale è il viola. Si presenta Borri, il sacerdote, ma sembra che non ci sia un rito vero e proprio.

Note:

- Sono assenti re e regina
- C'è una sacerdotessa di Shallya di mezza età che sta parlando con umani.
- C'è un sacerdote di Sigmar vecchiotto che sta parlando con umani.
- I gruppi misti umani-nani sono molto pochi, in effetti.
- Tinuviel vede anche un nano che ha gli occhi fissi su Duregar. Non proprio fissi, ma insomma, lo sta osservando.

Tinuviel ci invita ad andare ad un banchetto vicino al nano che guarda Duregar, ma poco dopo entrano re e regina e si posizionano nei rispettivi troni. A quel punto, la sala si ammutolisce. Il sacerdote Borri porta alla regina uno scudo con una runa. Ella prende la parola e dà inizio alle danze, ringraziando Valaya come "portatrice di doni". Prende un'ascia e la sbatte forte contro lo scudo facendo innescare una runa.

La festa inizia. Uther ed Amlac si portano da padre Maldritch, il sigmarita, che dice molto male di Esmer e difende Lutor Huss e Volkmar il Tetro. Uther rivela che egli è nella lista nera di Esmer. Maldritch sostiene di essere stato un vecchio amico di Huss e che molto difficilmente egli è in cattive acque. Invece, di Esmer dice di averlo conosciuto in gioventù e che fin d'allora è sempre stato un ottimo politicante. Sostiene che in passato egli era un Martello d'Argento. Uther chiede anche se egli abbia informazioni sui vampiri. Scopriamo che le Lamia sono originarie delle terre desertiche del sud, mentre Castel Drachenfels sembra abbandonato da anni, ma non abbiamo la certezza di cosa ci sia ora.

Tinuviel e Gwydion vanno a parlare con la regina Turma. Vengono fuori diverse cose, di cui importanti, il fatto che ci darà dei nani per andare ad indagare, e che il nano che stava tenendo d'occhio Duregar si chiama Varec ed è dello stesso clan della regina.

In quel momento vediamo Varec cadere a terra a gambe all'aria, e Duregar gli ha stampato le nocche in faccia. Duregar sostiene che Varec avesse un rancore nei confronti del clan di Duregar. 

Farin acquista l'elmo degli scudi di pietra da Amlac per 50 corone. Farin si rende conto di essere stato maleducato al ricevimento col Re, quindi va da Rakzan e gli restituisce l'elmo senza chiedere nulla in cambio e proponendo semplicemente l'amicizia tra i clan. Rakzan gli riferisce che il cugino è un Thane a Karak Izor, e si dimostra interessato al commercio di armi del clan di Farin (il suo clan è quello con più guerrieri di karak norn). Rakzan autorizza Farin a fare il suo nome e a riportare l'amicizia tra i clan al potente cugino, al fine di favorire una trattativa per il supporto alla guerra di bretonnia e anche per il commercio "preferenziale" tra i clan. Rakzan manderà suo nipote (sopravvissuto all'agguato) con noi ad indagare nel cunicolo verso Karak Izor. Rakzan sostiene anche però che il suo clan non è più troppo soddisfatto della permanenza in questa karak e paventa un abbandono della karak da parte di tutto il suo clan qualora il Re di Karak Izor alluggasse davvero le mani questa karak.

Farin, sempre con scuse e deferenza, riporta al Re che è tornato sulle sue decisioni e ha restituito senza pretese l'elmo agli scudi di pietra. Il Re dice che aiuterà la Bretonnia solo se ottiene un accordo con gli elfi per utilizzare in sicurezza la via del sud. Propone di accordarsi con la regina degli elfi per un segno di riconoscimento dei carri, in modo che solo i carri di karak norn (e del clan di Farin) possano commerciare con la Bretonnia attraverso la via sud.

Mildred, sacerdotessa di Shallya bretonniana, viene raggiunta da Amlac e Farin. Ci rivela di essere di Sanglac e che qui a Karak Norn non ha praticamente nulla da fare. Per farla breve, è colpita dalla colomba di Amlac ed è molto interessata a seguire le nostre gesta siccome ritiene che la nostra missione sia benedetta da Shallya.  

Iniziano le sfide: Farin vince quella di lotte e di abbattimento della Karak, Tinuviel cade scemotta dopo 12 boccali di birra, Uther viene schienato da Farin roccambolescamente, mentre Gwydion partecipa alla gara di canto con ottimi risultati. Partecipa anche Duregar con una canzone su Gordum, un demone cornuto dotato di scettro che regna nel buio e che fu sconfitto da spade elfiche. Sembra proprio Cyanathair. Ecco la canzone:

Nel cuore del monte, tra il ferro e la polvere, 

si erse un’ombra più oscura della notte, 

Gor-Dum, figlio del vuoto e del Caos, 

un demone nell’abisso, le corna della corruzione. 

Dalle profondità delle Karak, ove i dawi riposano, 

giunse il suo nome come un’ascia affilata. 

La sua stregoneria, inferno che brucia il cuore, 

portò morte e rovina a chiunque lo affrontasse. 

Oh, Gor-Dum, Flagello dei figli della roccia, 

in profondità oscure, tu sei il terrore, 

la tua corruzione distrugge la pietra, 

nel buio sei il Re, nel buio il dolore. 

Nelle Karak, le rocche tremano al tuo passo, 

le gallerie si chiudono, la terra scivola via. 

Con occhi come carboni ardenti nel buio, 

ti svegli dal tuo sonno di maledizione senza fine. 

Le fortezze tremano e i guerrieri ti rifuggono, 

non vi è ascia che ti possa sconfiggere. 

Tuono e fragore sono i tuoi zoccoli, 

il grido dei dawi è un eco straziante. 

Oh, Gor-Dum, Flagello dei figli della roccia, 

in profondità oscure, tu sei il terrore, 

il tuo scettro è nei sogni delle vedove, 

nel buio sei il Re, nel buio il dolore. 

Ma nel cuore delle terre lontane, 

tra chi vive nel silenzio e nell’eternità, 

una spada fu forgiata con arte sublime, 

un’arma che nemmeno il male può sfuggire. 

Forgiata da mani bianche e agili, 

da esseri che il vento ha reso leggeri, 

una spada trovò il suo cammino nel buio, 

tra sentieri che il sogno percorre. 

Gor-Dum, dalle corna terribili, 

non vide la fine che lo attendeva. 

Un colpo, una luce, e il suo eterno ciclo finì, 

l'ombra si dissolse, e la pietra tornò a respirare. 

Oh, Gor-Dum, Flagello dei figli della roccia, 

in profondità oscure, tu sei il terrore, 

immonde bestie ti si stringono attorno, 

nel buio sei il Re, nel buio il dolore. 

E così nelle sale, la ballata riecheggerà, 

finché i dawi respireranno, finché il ferro non sarà freddo. 

Gor-Dum giacerà, sotto le rocce senza nome 

vinto dalla lama di chi è senza paura.

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