Conta degli avanzamenti: 58 + 4 + MVP (Si avanza alla fine della sessione corrente)
Scegliamo di tirare a notte per arrivare a Parravon. Data la topologia della città, per entrare in città tocca passare in mezzo all'accampamento dei soldati bretonniani. Ricordiamo che il duca di Monfort dovrebbe essere proprio qui. Parravon la guerra l'ha vista un po' in particolare, di là dal ponte si trovano le zone conquistate dagli orchi. Sembra che la città sia difesa a dovere, tanto che sembra tranquilla perché le porte sono aperte, scopriamo subito che chiuderanno a tramonto.
Alla locanda un mercante ci dice che l'imperatore del Reich abbia smesso di inseguire Archaon perché senza Re Louen è più debole. Inoltre, sembra che la Silvania stia presentando movimento pericoloso; è sconsigliato passarci vicino. Il conte elettore Hauit-Andersen, gran conte dello Stirland, principe di Wurthbad e signore della Silvania, è defunto in circostanze strane e sospette.
Gwydion, a palazzo, incrocia il Duca Folkard di Monfort, sulla trentina, particolarmente aitante. Incontra anche il Duca di Parravon, Cassyon, ancora più giovane di Folkard. Discutono di alcune cose, in particolare Mordred è passato da lì e alla sua partenza una serva è scomparsa. Inoltre Gwydion racconta la storia dei vampiri e dell'incontro con Re Louen.
Arriviamo quasi a Grunére ma Menelmacar ci dice chiaramente che se fosse possibile dovremmo evitare di entrare in città. Ci infiliamo quindi nella foresta. Dopo un giorno di cammino vediamo in lontananza il fumo di un accampamento. Menelmacar ci dice che sono degli umani adoratori della foresta, e che agli elfi fanno comodo perché quegli umani impediscono che i non morti escano dalla necropoli che si trova sotto quella zona.
Sono giorni in cui piove da schifo, maledizione. Stiamo anche dormendo male appunto perché ci piove addosso. Presso un torrente arriviamo a varcare le sentinelle, ovvero la zona protetta dalle pietrevia, e la foresta diventa decisamente più fitta. Menelmacar ci dice di fare attenzione a tutto ciò che vediamo, e di non credere a tutto ciò che vediamo. Poco dopo vediamo un gigantesco albero, pressoché simile ad una montagna. Menelmacar lo chiama "La Quercia delle Ere" e dice che è stato il primo albero piantato nel mondo. Dopo un po' incrociamo uno spiritello che scherza nell'archibugio di Farin. É un malevolo, spiritelli giocherelloni.
Al giorno successivo smette di piovere e raggiungiamo una zona decisamente più aperta. Dovremmo essere in prossimità delle tane degli Aracnarock. Tinuviel e Karnyl si fanno dei viaggi di ricognizione in avanguardia. Vedono delle grotte con tracce di prede già scarnificati. Il combattimento inizia.
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