Lettera a Gherlin del tempio di Altdorf

Cara Lin,

da qualche mese non invio missive e se è vero che tanto avevo da raccontare la prima volta che ti ho scritto, non sai quante cose sono cambiate ad ora. Sono sicuro che avremo modo di parlarne nel dettaglio in futuro, spero di persona, quando i tempi si saranno acquietati. 

Questa missiva parte dalla Bretonnia, terra di scontri con i pelle verde. Ho ragione di pensare che una grande minaccia si stia nascondendo alla luce del giorno nelle terre del Vecchio Mondo, non come un nemico nascosto in una cava pronto ad uscire, ma piuttosto come una velenosa idea, una sete di potere istillata da creature oscure nelle menti dei potenti e facoltosi. Temo che tutte le alte corti ne siano immischiate. 

Per quanto sembri una follia, sappi che non sto farneticando. Ho avuto modo di raccogliere le testimonianze di diversi malfattori ad oggi e se il mondo è in subbuglio essi ne sono responsabili. Ti invito a collegare questi fatti:

- Liebnitz, gran sacerdote di Ulrich, ha tramato contro Todbringer e l'ordine stesso di Middenheim per poter eseguire rituali oscuri. Abbiamo bloccato il rituale prima che riuscisse a concludersi.

- Marienburg ha aggredito le Middenland in una guerra suicida per comando di un consiglio corrotto da una potente promessa di potere portata da una figura che qui non citerò. L'inutile guerra è stata sventata nel nascere, e siamo noi ad averla arrestata.

- Mousillon, sotto l'effetto di una reliquia stregata è ora indipendente dal regno di Bretonnia. Se non fosse per obiettivi più urgenti, quella sarebbe stata la nostra meta.

Scrivo per chiederti un favore. Nelle ricerche compiute in questi mesi, tutte le tracce portano a Castel Drachenfels, non tanto distante da Altdorf, sul confine orientale delle Montagne Grigie. Ciò rende praticamente certo che il nemico sia già solidamente instaurato nella capitale. Sei sempre stata una mente brillante, l'unica abbastanza intelligente da leggere quello che in un libro è scritto negli spazi vuoti, e da comprendere la pericolosità dell'uomo messo all'angolo. Quindi ti chiedo di eseguire ciò che segue in ordine crescente di priorità:

  1. Cerca tutte le informazioni in merito a Castel Drachenfels che riesci a raccogliere dai vagabondi che raggiungono il tempio, ma soprattutto leggi il più possibile tutto ciò che rimanda a quei posti. Sono sicuro che scoprirai che la tana del coniglio è più profonda, intricata e dannatamente buia di quanto tu possa immaginare. Non appena pensi di essere vicina ad un punto di svolta manda una missiva al Graf Sybelle Sternhauer di Grimminhagen chiedendo al fratello Willhelm di cifrare il messaggio e spedirla alla corte di Re Louen di Bretonnia. Senza cifratura deve essere indicato quanto segue. "All'attenzione dei ragazzi della taverna, sperando che siano sani e salvi." Egli sa tutto ciò che serve. Chiedi loro di darmi conferma dell'avvenuto ritorno di mia sorella a casa.
  2. Parla di tutto ciò con Maxime e fatti affidare qualcuno che possa proteggerti. Mostragli questa lettera, se necessario. Fatto ciò, brucia questa lettera.
  3. Non parlare con nessuno di ciò che stai facendo se non con Maxime.
  4. Dopo aver inviato la missiva a Grimminhagen, scompari per qualche mese. So che sto chiedendo molto, ma il rischio che correrai è tale. La mia stima è che all'alba del nuovo anno il mondo sia molto diverso da come lo conosciamo ora. Spero di poter dire che si tratti di un posto migliore. Rimani nascosta ed anonima fino a che non sentirai notizie. 
  5. NON TI AVVICINARE PER NESSUNA RAGIONE AL MONDO A CASTEL DRACHENFELS. É imperativo che tu metta la tua sicurezza al primo posto. Non forzare la mano e non porre alle persone domande su ciò che scoprirai. Gli unici a non mentire sono i libri
L'ultima è una nota decisamente meno rilevante, ma che spero possa esserti di conforto.
Credo di avere finalmente compreso. Penso che il motivo per il quale io non sia al tempio della capitale, è che Maxime ha visto in me qualcosa che io non ero in grado di vedere. Qualcosa di tenebroso, forse un cieco idealismo, come un vizio o come una piaga che consuma il volto. Qualcosa di animale, che ti spinge a sopravvivere davanti ad ogni minaccia e morire per ciò che ritieni giusto. Non sono sicuro di avere ancora trovato la mia strada, ma quanto è vero il mondo, non posso fare altro che ringraziarlo per ciò che ha scelto.

Ti affido alle mani della Dea, e ti auguro il meglio. In cambio, curati della tua salute come massima priorità. Quando tutto sarà finito, voglio portarti gioielli da tutte le terre che ho visitato, e non un vaso di fiori da affiancare all'epitaffio a venti passi dal tempio. 

Amico tuo,
Amlac da Tarsas.

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