Le luci si abbassano mentre i cavalli, stanchi a fine giornata, battono gli zoccoli sulla terra battuta. Con Brockel alle spalle restano solo valli e sterpaglia. L'animo di Amlac contrito e pensieroso, si rilassa un poco quando sua sorella estrae due monete d'argento ed inizia a farle ruotare fra le dita.
Giunti sul luogo, lascia Nenya ed Idril avvicinarsi alle palizzate e intrecciare le discussioni, ma l'insediamento sembra fortunatamente già al corrente del nostro arrivo. I cavalli passeggiano fra le capanne degli elfi guardinghi e preoccupati. Amlac aiuta Ves a scendere da monta e lega Hagith, la sua cavalla, al ramo di un ceppo. La radura trasuda un'energia insolita, allo stesso tempo pura e candida come la vegetazione che cresce forte e rigogliosa, ma anche cupa e contorta come i venti del caos. Gli abitanti, guardinghi, sembrano indaffarati a preparare i propri averi per difendersi o per viaggiare.
É colpito dagli odori forti di spezie che normalmente sono attenuati nelle botteghe per non allontanare i potenziali acquirenti. Foglie d'edera scendono dal legno che intreccia lo scheletro della tenda. Estasiato dalla differenza culturale cerca un dialogo con l'elfa.
<< Non hai perso il tocco, vedo. >> Le dice, contento di vederla tornata in sesto.
<< Due anni fa ero in grado di farlo con tre monete, e la quarta la chiedevo al pubblico. >> Gli risponde, mentre fa finta di prenderne una dalla bisaccia del fratello.
<< Hey, spero bene che tu lo abbia fatto solo per una buona causa. >>
<< Ma sì, ma sì, rompiscatole! >> Se la ride serena.
<< Puzzi. >>
<< E tu sei brutto. >>
<< Guarda che ero serio, avresti bisogno di un bagno. >>
<< Anche io ero seria, ma non posso aiutarti su quello. >>
<< Hey! >> E scoppia in una fragorosa risata.
<< E tu sei brutto. >>
<< Guarda che ero serio, avresti bisogno di un bagno. >>
<< Anche io ero seria, ma non posso aiutarti su quello. >>
<< Hey! >> E scoppia in una fragorosa risata.
Ancora qualche minuto e fra le frasche vede un falco perlustrare la zona.
<< Deve essere Vanyanis, ci siamo. Farin, Gwydion, siamo alla radura. Forza! >>
Giunti sul luogo, lascia Nenya ed Idril avvicinarsi alle palizzate e intrecciare le discussioni, ma l'insediamento sembra fortunatamente già al corrente del nostro arrivo. I cavalli passeggiano fra le capanne degli elfi guardinghi e preoccupati. Amlac aiuta Ves a scendere da monta e lega Hagith, la sua cavalla, al ramo di un ceppo. La radura trasuda un'energia insolita, allo stesso tempo pura e candida come la vegetazione che cresce forte e rigogliosa, ma anche cupa e contorta come i venti del caos. Gli abitanti, guardinghi, sembrano indaffarati a preparare i propri averi per difendersi o per viaggiare.
Usciti dalla tenda di Menelmakar, lo sciamano elfico, Amlac si prende un po' di tempo per pensare. Sta camminando col viso corrugato fra le tende, quando vede sua sorella sistemare le staffe della cavalla. Sorride orgoglioso e prosegue. Aveva sentito di una tessitrice di unguenti e pozioni fra gli abitanti, quindi la raggiunge alla tenda. Ha sempre pensato che la danzatrice di guerra della sua carovana fosse una cafona, sempre pronta a sputare giudizi, superba, altezzosa ed orgogliosa. D'altra parte un rifiuto come lui, cresciuto nei lazzaretti, apostata della sua fede, con che ingenuità pensa di poter estorcere conoscenze al popolo degli esseri immortali, veri eredi della magia? Gli scappa un sorriso beffardo pensando a Nestaroth e pensa fra sé e sé: << C'era così tanto di me da scoprire, bastava uscire dalle mura di Altdorf. Un giorno morirò, ed un sacerdote di Morr, ancora più ingenuo di me, potrà dire di aver sepolto un uomo felice. >> Espira profondamente alleggerito ed accede alla tenda dell'elfa.
<< Salve, è la prima volta che ho il piacere di confrontarmi con un'elfa guaritrice. Sono alla ricerca di specialità della vostra cultura, avete qualcosa da mostrarmi? So che non accettate il denaro come pagamento, ma ho materiali e conoscenze che senza dubbio possono essere di vostro interesse. >>
<< Caspita, questi funghi sembrano davvero dei casi di studio. Sono molto interessato. Vediamo, io sarei in grado di darvi degli impacchi curativi in grado di lenire gli effetti del caos sugli umani. Siete interessata? >>
<< Capisco. Bene; in alternativa si dà il caso che io abbia avuto la possibilità di incontrare un'idra in carne ed ossa. Grazie ai miei compagni siamo riusciti ad abbatterlo ed io mi sono permesso di raccogliere una fiala del suo veleno. Non la ho con me, ma ho imparato a riprodurlo e penso che sia un prodotto molto interessante anche per voi. >>
<< Ottimo allora, affare fatto. Mi chiedevo, avete voglia di parlarmi un poco del vostro popolo? Sono molto curioso di conoscere la vostra gente e i vostri modi, che molto hanno da insegnare a noi umani delle città e delle roccaforti. Vi prego, parlatemi della vostra terra e delle vostre leggende. >>
L’elfa si presenta come una creatura molto magra, flessuosa, un lungo giunco dalla forza poderosa ma con la leggiadria impareggiabile degli elfi. I lunghi capelli sono castano rossicci, lisci, in alcuni punti vi sono treccine e perline varie, disegni intricati che probabilmente un significato recondito ce l’hanno, basterebbe saperlo leggere.
RispondiElimina< Salve a…Voi > risponde, un po’ esitante, sulle prime, più che altro perché il suo Reikspiel risulta un po’ arrugginito, ben poco utilizzato, probabilmente, nel suo quotidiano.
< Specialità…della nostra cultura. Per…esempio? Cosa intendete? > afferma, mentre tuttavia comincia a mostrare ad Amlac alcune cose, specialità, erbe, misture. Le sue preparazioni appaiono precise, pulite, chirurgiche, mani sapienti che da molto tempo trattano e studiano certe cose.
E la curiosità dell’Elfa sembra catturata dagli impacchi di Amlac per lenire gli effetti del Caos. Ne accetta uno come contraccambio, anche se domanda spiegazione del procedimento per prepararlo. Appare interessata anche al veleno d’idra e al suo potere corrosivo, anche se probabilmente non per i medesimi motivi di Amlac, anche se non li esplicita.
< Quanto alle nostre leggende…vi sono molte cose che potrei narrarvi…ma visto che siete un Sacerdote…ma anche un guerriero, vi narrerò di una delle nostre divinità più care…Kurnous, che voi nominate come Taal. Egli è marito di Isha, che voi chiamate Ryha > gesticola appena, mentre cerca di rendere il concetto. Poi sorride, lieve. < Voi intendete la…religione? > cerca la parola, per qualche istante, aggrottando la pallida fronte < …come qualcosa di lontano, distante. Qualche Dio che non avete mai visto camminare tra voi, che vi dovrebbe proteggere > il tono non è altero, probabilmente non intende offendere, anche se le sue parole sono schiette e taglienti.
< Noi…viviamo tutto ciò in maniera molto diversa > racconta, lentamente. < I nostri dei…vivono tra noi, camminano, tra noi > specifica, ancora. < In quanto Dio della Caccia, Kurnous è l’esempio stesso di tutto ciò che vuol dire essere un Asrai…e quindi profondamente rispettato da tutti gli Elfi di Athel Loren >.
Si umetta appena le labbra, prima di continuare: < Nella sua forma…fisica, mortale…in quanto Re-dio Orion, il suo ciclo vitale è legato alle stagioni: rinasce a primavera e non esita a camminare nella sua pira funeraria in inverno inoltrato, ma non prima di aver condotto il suo popolo alla Caccia Selvaggia, durante la quale anche il più civilizzato degli Asrai si abbandona ai propri istinti primitivi, e ciò permette una coesistenza pacifica per tutto il resto dell'anno. Rinasce…e muore. Ogni anno. Eternamente in mezzo a noi Asrai >
< Caccia Selvaggia dite. Ho sentito solo accennare questo fenomeno. Le va di approfondire? >
RispondiEliminaIntanto rimugina a ciò che l'erborista gli ha appena riferito.
Pensa a tutte le volte in cui si chiese perché la candida dea non fosse lì, affianco ai fanti, straccioni di ogni provenienza ma che di fatto combattevano per il grande Impero e per le vite che accoglie. Perché non fosse lì quando Arcaon movimentò il caos intero contro Middenheim.
Già, dov'era Sigmar? Dov'erano Ulrich e Shallya? Verena a Middenheim, dove regna il sopruso e l'ignominia? L'unico che è venuto a fare un saluto sembra essere stato Morr. Valten? Morto o vampiro. Todbringer? E chi diavolo lo ha più visto. Il tempio del Lupo Bianco? Un covo di cospiratori. Gli androni di Shallya neanche a nominarli: porte aperte certo, ma figuriamoci se le sacerdotesse abbiano mai provato a mettere il naso fuori dai loro portoni.
Anja Gustavson, la grande sacerdotessa, oh lui l'ha conosciuta bene. Trattiene un sorriso di scherno e sospira. É terribile dire una cosa simile, lui lo sa bene, ma forse Maxime sarebbe stato l'unico ad Altdorf con la giusta spina dorsale per prendere una decisione e rivoluzionare i precetti del credo.
Eppure, dicendo queste parole dentro di sé ricorda il volo della sua colombina. Ricorda Yvette, una seconda sorella che vive solo grazie alla dea. Ricorda Shalobeth, sua eterna ispirazione. Ricorda Gherlin, sua... carissima amica? Beh, non lo sa nemmeno lui cosa sia, ma poco importa! Tutte queste anime bianche, persone normali sono (o sono frutto) di tante contraddizioni. Di quelle imperfezioni che le rendono vive, umane.
Forse è proprio questo ciò di cui ha bisogno. Trovare un modo, non un motivo. Lui sa molto bene cosa vuole fare. Eradicare ogni minaccia così che i templi di Shallya siano vuoti. Ora: la domanda è "Come?".
Questi elfi hanno molto da raccontare. Forse questo è il momento giusto per aprire le orecchie e stare ad ascoltare. Assopisce sui pensieri e porge di nuovo l'attenzione all'elfa.
< Ditemi, cos'è un Asrai? E Re Orion, si trova ad Athel Loren? So che dovremo farci tappa nei prossimi viaggi. Inoltre, voi avete la possibilità di connettervi con un altro piano, mi sbaglio? Abbiamo camminato su quelle terre e veduto l'anima di un nostro compagno porgerci l'ultimo saluto. E... Mi chiedevo, questa cosa è a conoscenza di tutto il popolo elfico? Oppure solo dei vostri grandi stregoni? >
Sospira e sorride.
< Mi perdoni, non sono mai stato un assiduo chiacchierone ma questo tema proprio mi interessa! >
L’Elfa ben poco conosce dei foschi pensieri di Amlac, tuttavia pare lasciargli spazio e tempo, quasi che li volesse rispettare, intuendo qualcosa tra le pieghe del volto del ragazzo.
EliminaContinua a fare, nel suo modo metodico, preciso e pulito, continua a riordinare, a riassettare, nell’operosa ordinarietà di chi lo fa da ben più di una vita da umano, e con un intelletto ad essi superiore.
< Un…Asrai è un Elfo dei Boschi. Così ci chiamiamo…noi di Laurelorn e coloro che abitano ad Athel Loren > gli racconta, sulle prime, giusto per chiarire alcuni punti del proprio dire. < Quanto a Re Orion…sì, egli vive all’interno di Athel Loren e raramente vi esce. Egli la deve difendere da qualsiasi pericolo, non deve minacciarne l’esterno… > spiega, mentre torna brevemente a guardare Amlac < …ma durante la Caccia Selvaggia, l’energia scorre dentro tutto il popolo. L’energia della piena esplosione della natura, di quei venti impetuosi che possono spazzare via il Caos e ripristinare il mondo per com’era, per come doveva essere… > gesticola appena <…questo è la Caccia Selvaggia, Sacerdote >.
Quanto all’altro “piano”, l’Elfa appare decisamente più taciturna, ma non pare ritrosia, sembra solo stia cercando le parole più consone per esprimere concetti decisamente più elevati e meno immediati.
< Non…tutti gli Elfi hanno accesso in quanto tali a quello che Voi state definendo come un…piano > accenna < …ma solamente coloro che padroneggiano una magia molto potente. Solamente i più potenti sono in grado di aprire un varco per le Terre del Sogno, o Inframondo o…come altro lo si voglia chiamare, visto che esso non è Regno di nessuno > spiega.
Lascia scorrere qualche secondo, prima di tornare a prendere parola: < Tutti gli Elfi lo conoscono, ma non pensiate che lo visitino. Esso è sconosciuto e pericoloso anche per noi, sebbene alcuni di noi…come Menelmacar, lo conoscano meglio di qualsiasi altra creatura. Questo ha un prezzo…e glielo vedete addosso >.
Inspira profondamente, prima di terminare: < Il fatto che abbiate visto un vostro compagno…è una rarità, invero. La maggior parte delle volte la nostra ombra passa rapida, più leggera di un fruscio…e svanisce >
Lui la ascolta avido di informazioni ma soprattutto estasiato dai racconti. Conosceva gli elfi, gliene parlava Euridice, una delle pretesse del tempio di Altdorf proveniente dalla Tilea, ma quelli erano elfi alti. Amlac è tremendamente preso da questo fare così... Estremo, che gli elfi portano con sé.
RispondiElimina< Dite dunque, potrebbe essere pericoloso per noi umani, nel remoto caso in cui ci recassimo ad Athel Loren o a Laurelorn, e nell'ancor più remoto caso in cui venissimo accolti fra le comunità di Asrai... >
Si ferma a pensare e riprende: < E nell'ancor più remoto caso in cui tutto ciò accadesse proprio durante la Caccia Selvaggia? Sarebbe forse quello l'attimo giusto per vedere sfoderate le capacità dei vostri grandi maghi come Menelmacar? >
Riguardo alla caratteristiche di chi vaga nell'Inframondo, sorride un po' e le risponde: < Temo che l'aspetto fisico... sia l'ultimo dei miei problemi. >