Dopo aver parlato con il re Louen, i nostri eroi si dirigono alle porte di Middenheim, ma Uther non si sente al sicuro con i vari oggetti che possano farlo identificare come sacerdote di Sigmar così chiede al nano Farin di mettere nel suo carretto il martello da guerra, la sua tunica (magari prima di dargliela la lava in una tinozza visto che la usa da almeno un mese consecutivamente) e i due libri (quello di preghiere e di storia). Conoscendo il nano, però, si raccomanda che nulla di tutto ciò dovrà essere venduto.
Al cavaliere sir Gwydion, invece, proporrà di affidargli il sacchetto delle pepite d'argento con il simbolo di Sigmar, l'anello di ferro (se ha un simbolo di Sigmar) e,arrotolato fra due fogli di pergamena, il sigillo di purezza magico sperando che a nessuno venga in mente di perquisire un bretonniano.
Uther si preoccupa, però, di tenere le pepite d'argento perché potrebbero essergli utili per reclutare dei mercenari per il tempio, se fosse necessario.
A questo punto Uther si dirigerà alle porte di Middenheim con qualche minuto di anticipo rispetto al resto del gruppo coperto da una nuova corazza a piastre, con lo scudo (sempre che Wilhelm glielo abbia restituito), la spada e il pugnale,oltre allo zainetto solito.
Il suo obiettivo è di entrare in città spacciandosi per mercenario in cerca di un ingaggio.
Commenti
Posta un commento