I feriti sono molti, i caduti ancora di più. Di guaritori ce n'è sempre pochi...e questa non è una situazione nuova: purtroppo quasi tutti sono stati reclutati dall'esercito, che da mesi è lontano da queste terre, e dunque è molto raro trovare qualcuno che sappia di medicina...il che vuol dire che ad Amlac si sono rivolti in tantissimi a chiedere aiuto, tanto che nel Tempio di Ulrich si è creata momentaneamente un'infermeria, che si è lentamente svuotata nel corso del pomeriggio.
Successivamente, la folla si è dispersa, in questa giornata strana e sospesa, piena di dubbi ed incertezze.
Veskana è rimasta sempre con te, non ti ha mollato praticamente un secondo, e si è messa all'opera per darti una mano, nonostante la sua praticamente nulla esperienza nel campo medico: ha lavato garze, portato acqua, aiutato a trasportare persone o a muoverle.
Ora si trova con te davanti ad un piatto di zuppa calda, intenta a sfamare quell'appetito che non aveva pensato a soddisfare fin dal primo mattino, quando è uscita a cercarti
< Come stai, fratello? Questi... > cerca le parole, per qualche secondo < ...compagni. Cosa state combinando? >
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RispondiEliminaVeskana sembra avida ed affamata di informazioni. Non si perde una parola di tutto il racconto di Amlac, che segue annuendo di tanto in tanto, per invitarlo a continuare, a donarle informazioni.
RispondiEliminaDopo qualche secondo, avvertendo la fine del suo discorso, aggrotta la fronte con aria pensierosa
< Di quale stregone parli, Fratello? Chi era? > gli domanda, incuriosita.
Quanto al resto del racconto, Veskana giochicchia un po' con il cucchiaio, senza guardare la mano che invero fa diverse evoluzioni con i pezzo di legno, dimostrando una certa dimestichezza.
< E cosa sta succedendo nel sotto...bosco di Middenheim? > gli chiede alla fine, schietta.
< Middenheim è una città...perduta, fratello. E' un casino incredibile. I Preti di Sigmar se la vedono brutta...è pieno di gente appesa agli angoli delle strade, di mutati che hanno ammazzato in maniere piuttosto...fantasiose. Scene terrificanti > descrive, con gli occhi sbarrati.
Prende un profondo respiro, dato dalla stanchezza delle giornate e beve un sorso d'acqua.
RispondiElimina< Uh, bella sporca sta roba. > Fa una smorfia di disgusto, ma manda giù e riprende, mentre passa a pochi metri da loro anche il cavaliere ancora bello stressato dalla situazione.
< Eccolo con tutta la sua scintillanza. Lui è Gwydion, nobile di Bretonnia e cavaliere della Dama del Lago. Venne nell'impero per combattere il caos ma ha perso il suo gruppo. Ci è stato molto d'aiuto, soprattutto perché poco lontano da Middenheim si è ricongiunto ad un accampamento di bretonniani ed ha stretto rapporti col Duca Teodorico. Oggi siamo qui grazie ai loro cavalli, ma per tornare al discorso dei cunicoli, molti uomini per sfondare la popolazione di ratti ci sono stati forniti proprio da lui. Quindi siamo tornati negli atri nanici con nani e bretonniani, ed abbiamo bonificato parte di quella tribù, liberando saloni, reliquie e chi ne ha più ne metta. Fra loro abbiamo catturato anche un essere un po' più sviluppato, Skray, che ora è nelle mani della nana che ci ha commissionato l'incarico. Egli aveva con sé una spada del chaos, che si è arraffato il nano ed ha rivenduto allo stregone di prima, presente? Bene, a parte questo, abbiamo trovato giganteschi cumoli di una roccia nota come warp pietra. Quella roccia è il cibo che trasforma i ratti in skaven e gli uomini in bestie. Infatti, sappiamo con certezza di un uomo che spargeva la polvere di quella roccia nei pozzi, e chi ci si è abbeverato mutava da lì a poche ore. Tra l'altro quest'uomo aveva una veste strana, da ordinato, ma aveva anche un pendente con la mano porpora, uno dei segni di Khorne. Sempre nelle caverne abbiamo trovato una stanza in cui probabilmente degli studiosi comunicavano con gli Skaven. É stato dato tutto in pasto alle fiamme, ma abbiamo recuperato una mappa delle tribù dei ratti. Su di essa vi era segnato il nome di un simpatico signore che dobbiamo andare a prendere per il collo. > E fa una smorfia d'ira. < Si chiama Kortig Mayer, presiede la gilda dei mercanti di Delberz. Nelle fogne della cittadina abbiamo già trovato impronte dei ratti. Ho messo alcuni degli orfani del posto a tenerlo d'occhio sotto lauto compenso. >
Si alza in piedi e rimette a posto la sedia. < Seguimi, c'è altro ma è meglio allontanarsi. > Ed escono per le strade di Grimminhagen.
< Ellyra, Gran Sacerdotessa di Middenheim, si è presa cura insieme a me di Teutgardo, conte di Bretonnia, colpito dalla lancia di Arcaon. La ferita ha avuto bisogno di essere curata da degli impacchi magici. Ellyra ha subito gli effetti della cura su sé stessa, sbloccando alcuni ricordi che le erano stati celati. La cripta del tempio oggi è sigillata, ma tempo fa l'imperatore stesso ha raccolto il martello di Sigmar, il Galmaraz, dal cadavere di Valten, il profeta Sigmarita. In tutto ciò sembra c'entrare una specie di alleanza fra l'Imperatore ed un vescovo di Sigmar, Lutor Huss. Devono avere stretto un patto con gli skaven per limitare l'influenza di Valten e farlo fuori. Ora ho le conoscenze per produrre a mia volta gli impacchi e voglio somministrarli alla gran sacerdotessa per svelare la verità. >
Veskana aggrotta la fronte: < Scheunacht… > ripete, lentamente < …no, mai sentito. Com’era fatto? > gli domanda.
RispondiElimina< Perché sai…ho incontrato un mago, venendo giù verso di voi… > lo informa. Prende fiato, guardandosi un po’ attorno per assicurarsi che nessuno stia ascoltando, per poi continuare: < Avevo…paura a venire giù, quindi ho viaggiato molto allerta…ho cercato di evitare di incontrare chiunque, per cui sono uscita di strada ogni volta che stavo per intercettare qualcuno… > gli narra. < Comunque. Sono abbastanza sicura fosse un mago, perché ha recitato una breve formula…e sono comparse due frecce che sembravano d’argento…e ha fatto fuori una lepre, per mangiarsela. Era di sicuro un mago… >. Dopo il racconto Veskana torna a domandare: < E…che arma del Caos era? Valeva dei soldi…? >
Si volge quindi verso Uther, ascoltando a lungo il racconto di Amlac, con interesse. < Quindi… > mormora < …quelli nei casini, a Middenheim, sono i suoi…Confratelli? > sembra cercare la parola giusta, per un po’, non sapendo bene come definirli.
Non commenta altro, al momento, spostando lo sguardo su Farin ed ascoltando tutta la storia degli Skaven, del sottosuolo e di tutti i casini vari. < Dunque…i Nani si sono accaparrati i cunicoli là sotto, uh? Hanno fatto bene…Schutzmann è un uomo onesto, ma non mi sembra un fulmine, ecco. Da quello che ho capito, si limita a tenere la città sicura, sta facendo di tutto…pensa che ha offerto soldi anche alla compagnia della quale facevo parte, prima che andassero a Nord… > sorride, come se la cosa la divertisse < …ma di politica non capisce niente, Schutzmann. Un cane da guardia…non deve capire, deve obbedire >.
Beve anche lei un buon sorso d’acqua, prima di discostare il piatto da davanti a sé, mentre osserva Gwydion di passaggio. Non commenta, sulle prime, andando poi ad annuire mentre torna a guardare Amlac.
< Mhm… > mormora < …quindi questi ratti sono veramente forti…ed intelligenti > non sembra una domanda, quanto più una constatazione che Veskana non sembra aver piacere di fare, ma deve fare < …almeno ne avete ammazzati parecchi. A noi ce n’è capitato qualcuno, per le mani…ho conservato le teste, come mi avevi detto, ma non c’ho fatto tanti soldi. Ormai ce n’erano talmente tante in giro che mi hanno pagato le prime…ma dopo un po’ basta >.
Su Mayer, Veskana sembra pensierosa. < So chi è Mayer…ma solo per sentito dire > ammette < …e sono passata da Delbertz, venendo a nord con la compagnia. A Delbertz tutto funziona benissimo…se hai abbastanza denaro in saccoccia. La Compagnia voleva stare lì un po’ ma uno dei nostri si è fatto beccare a rubare, per cui… > si stringe nelle minute spalle < …abbiamo cambiato aria >.
Si alza anche lei, seguendo Amlac fuori dalla porta, mentre continuano a parlare. Ascolta le considerazioni di Amlac, annuendo di tanto in tanto.
< Sei…sicuro che l’Imperatore possa essere d’accordo con i topacci? Voglio dire… > allarga le braccia < …d’accordo, sono periodi bui, ma Karl Franz è sempre stato un uomo illuminato. Anche papà lo diceva, ti ricordi? > solleva un sopracciglio scuro, per un secondo < …e Luthor Huss è…una sorta di Eletto, è uno dei più acerrimi nemici del Caos… > sembra un po’ smarrita, impaurita da tutto ciò che le ha detto Amlac, quasi sperasse che le deduzioni del fratello siano errate.
< Però sì…se hai la possibilità di fare queste…queste cose, questi impacchi > gesticola un po’ < …magari troverai la verità. Che spero non sia quella che pensi > lo esplicita proprio, spostando lo sguardo dalle iridi chiare verso ciò che li circonda, ovvero una Grimminhagen che si sta animando, con persone che si rimettono al lavoro e capannelli di gente intenta a scambiarsi informazioni.
Alla fine, Veskana allunga una pacca verso la spalla del fratello. < Coraggio…non devi mica fare tutto te da solo! Oppure…Shallya ti ha dato questa missione? > gli chiede, per poi notare…che non vi è più la sua colombina.
< Ma…dove ce l’hai la gabbietta? >
< Ah sì, era decisamente lui. Si diverte proprio con quegli spilli >
RispondiElimina< La daga valeva decisamente tanti soldi, ma non ho la minima idea di quale sarebbe potuto essere il suo utilizzo reale. > Dopo di ché si sofferma un attimo, guarda lei, guarda Farin, sorride compiaciuto e bofonchia. < Voi due andreste molto d'accordo. >
< Riguardo a Schutzman, Huss e l'Imperatore, non so davvero cosa pensare. Mi dispiace solo per come stanno andando le cose. Tanta gente soffre e muore, e Middenheim manca persino l'autorità che se ne dovrebbe occupare. Non che io mi aspetti che il conte elettore si opponga alla chiesa di Ulrich. Daah, che rabbia. >
Guarda verso la popolazione che lentamente risorge e sapendo della vicinanza di qualcuno di caro, si rasserena. < No, Shallya non c'entra e penso di essere chiamato ad altro. La colombina, l'ho lasciata volare qualche ora fa. Non è più tempo di chiudersi in un santuario ed aspettare che qualcuno risolva i problemi. Per dieci che salverò, cento moriranno per colpa del caos o dei cospiratori. Se non si blocca la fonte del problema, le mani di un dottore o di un sacerdote serviranno a ben poco. >
Durante le chiacchiere, un'idea gli salta alla mente. < Ho bisogno di diventare più forte. Molto più forte di così. Papà ci ha insegnato molto, ma io mi sono dedicato ad altro da ben prima di te. Ho bisogno di allenarmi e di prepararmi allo scontro. Ho già recuperato lancia e scudo, nulla di fantasmagorico, e con buona probabilità dovrei recuperare anche un armatura media, che dovrà essere accompagnata da un completo di cuoio d'idra. Fino a ché non si sistemeranno le cose, pensavo, se vuoi puoi prendere la tua strada e ci rivedremo alla prossima, altrimenti, perché no, potresti aiutarci con i nostri affari: potresti seguire la nostra compagnia e fare molta esperienza; in tal caso vorrei che tu evitassi lo scontro in ogni modo. Altrimenti, siccome sei molto brava a non farti notare, potresti aiutarci con le comunicazioni. Abbiamo stabilito saldi rapporti con Grimminhagen ed Unthergard, potresti essere la nostra messaggera. In ogni caso, sappi che ci imbattiamo spesso in buone quantità di denaro, quindi sono ben disposto a fartene avere una parte. Cosa ne pensi? >
Su Scheunacht, Veskana si stringe nelle esili spalle. < Quindi…andava a Middenheim…o comunque al Nord, il vostro mago > riassume.
RispondiEliminaSembra decisamente più pensierosa sulla daga. < Oh…peccato. L’ha venduta a tanto? Ci ha fatto i soldi che doveva farci o…secondo te poteva farci di più? >. In buona sostanza, non si rende conto di confermare l’idea che Amlac in tutto e per tutto. Su certe cose, ha la stessa idea di Farin.
Quanto a Middenheim ed alla sua situazione – e ai suoi protagonisti - Veskava scuote appena il capo < No…non penso che lo farà…ma questo non rende Todbriger per forza colluso con la Chiesa di Ulrich eh? > dice, quasi retorica. Gesticola appena, cercando di dare enfasi alle proprie parole < Cioè…dai. Penso che tu non sai… > esita < …non sappia davvero tutto quello che sta succedendo. Mi rifiuto di credere che Franz c’entri qualcosa > dice, come se il solo pensiero la spaventasse particolarmente.
La considerazione di Amlac sulla colombina, sull’essere chiamato ad altro, e sul dover salvare in qualche modo le persone dalla corruzione del Caos, Veskana sembra inizialmente non comprendere la vastità della cosa…ma dopo qualche secondo si volge verso il fratello, con aria un po’ preoccupata e un po’ divertita. < Ma…essere un Sacerdote non è sempre stata la tua massima aspirazione, fratello? > gli domanda < …non che…cioè… > solleva le mani < …secondo me tanti Sacerdoti si infilano dentro i Templi e aspettano semplicemente per paura…perché se andassero davvero a sporcarsi le mani…bah > scuote il capo < …non che non apprezzi, quello che vuoi fare, davvero. Però…stai attento, va bene? >.
Sulla sua ultima offerta, Veskana sembra pensierosa, ma possibilista. < Io… > dice < …beh, a dire il vero ho lasciato la Compagnia Mercenaria e non ho davvero qualcosa da fare… > ammette < …a parte mandare soldi a mamma e papà. Il che…posso farlo anche lavorando per…te, o voi, ecco >.
Indica Amlac stesso, ma un cenno vago viene fatto anche verso gli altri componenti del gruppo. < Combattere non è il mio…no > ne è cosciente < …ma faccio tante altre cose. Posso farvi da messaggera…posso badarvi le cose. Ho imparato anche a guidare un carro… > e qui abbozza un sorrisetto < …visto che si racconta che non sia proprio il tuo forte >
Quando la sente mettere in dubbio la sua opinione sull'imperatore, senza informazioni ulteriori, preferisce lasciar morire l'argomento. In effetti, non ha alcuna prova, sono solo indizi.
EliminaRiguardo alla vocazione sacerdotale invece replica. < Non sono d'accordo sul fatto che i sacerdoti si chiudano nei templi per non vedere il mondo esterno, ma ad Altdorf ho conosciuto persone che hanno dedicato la loro intera esistenza, sacrificando tutto ciò che avevano: la libertà, la dignità, l'olfatto, il benessere. C'è chi vive puramente la chiamata di Shallya ed io penso di averla assecondata fino ad ora. Penso che fino ad oggi ci fosse stato bisogno di un buon curatore, per cui ho preso garze, ago ed erbe per medicare. Ma oggi... Credo che non siano più i curatori la massima priorità. Agli uomini appesi a Middenheim non serviva un medico, ma qualcuno disposto a sollevare lo scudo in loro nome; lo stesso valeva per Furio, il destriero del mio amico bretonniano, ma io non ero pronto. Non voglio che ciò accada più. > Emette un leggero sospiro, poi alza gli occhi verso i tetti, cercando Nestharot, non sicuro che lei possa aver trovato la propria libertà.
Sul carro, si riprende un po', sghignazza, porta una mano al petto e torna a guardarla serio: < Aih, mi ferisci, proprio qui. > Si batte piano il petto e torna a ridere. < Non cambi proprio mai eh? Senti, piuttosto, direi che è ora di mangiare qualcosa. Che ne diresti di passare dalla taverna? Magari becchiamo anche i miei amici. >